Home News Bocconi, manager sanita' pagati meno dei loro dipendenti
   
Bocconi, manager sanita' pagati meno dei loro dipendenti PDF Stampa E-mail
Milano, 18 aprile - I direttori generali, sanitari e amministrativi della sanita' pubblica sono pagati sempre meno e in misura inferiore ai loro dipendenti. C'e' cosi' una fuga dalle poltrone di dirigente pubblico verso il privato o il settore clinico. A denunciarlo e' Francesco Longo, professore associato di Economia delle aziende dell'universita' Bocconi, al convegno 'Le scelte strategiche nelle aziende sanitarie pubbliche: il ruolo dei sistemi di misurazione e valutazione'.
''Siamo all'assurdo che i direttori generali - spiega al congresso organizzato dall'Academy of health care management and economics - sono al 50/o posto per retribuzione nella loro azienda. Hanno contratti a progetto, dunque precari, e in media guadagnano 120mila euro lordi l'anno. I direttori amministrativi invece prendono 90mila euro l'anno lordi. In un'azienda sanitaria da 300-400 milioni non e' remunerativo per loro lavorare in questo modo''. Sono invece pagati meglio, rileva l'economista, ''capi dipartimento e clinici - continua - Ecco perche' c'e' una fuga dalle poltrone di manager''. Anzi, come aggiunge Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere), ''i direttori generali prendono circa 30mila euro in meno dei loro capidipartimento, e i direttori sanitari circa 50mila euro meno''.
A questo si deve aggiungere la scarsa autonomia decisionale di questi manager, ''le cui nomine sono sempre piu' politicizzate - prosegue Longo - Per evitare vicende e scandali nella sanita' come quelli a cui stiamo assistendo servono aziende sanitarie piu' forti e ben controllate, con manager forti, etici e qualificati''. Per questo, oltre ad una migliore retribuzione, sarebbe necessaria ''una loro mobilita' interregionale e una selezione di una rosa di esperti da parte di una commissione esterna, su cui poi la politica scegliere il dirigente''.